Una chiacchierata col giudice di X Factor su musica e politica

È un anno incredibile per Lodo Guenzi. Dopo il podio a Sanremo anche il ruolo da giudice a X Factor, in sostituzione di Asia Argento. Ma lui non ha paura delle sfide: “Le sfide mi appassionano. Il programma mi piace e anche l’idea di poter fare musica attraverso la dialettica, e poi il motivo vero per cui ho timbrato il mio sì è stato che mi piace avere a che fare con delle band e mi piacciono queste band. Il tempo per decidere è stato poco, sono state 30 ore molto intense. Io e Asia abbiamo in comune la voglia di tutelare la crescita e il percorso di questi ragazzi con tutte le armi che si hanno a disposizione.” ha detto nelle scorse ore ai nostri microfoni. 

Interrogato sulla situazione attuale della musica italiana e sulla popolarità di questo chiacchieratissimo fenomeno indie in cui la sua band, Lo Stato Sociale, è spesso stata inclusa dice: “La parola indie va di moda, è un segmento di mercato, una playlist di Spotify. L’indie come fermento e movimento culturale si è spento prima che noi iniziassimo col primo disco, quando ancora c’erano dei locali piccoli da 200 o 300 persone in cui tutti i sabati sera c’era gente che andava a vedere delle band indipendenti. Adesso il meccanismo è molto vicino al pop, le ambizioni di chi suona in una band indie sono quelle di una band pop: il successo, vendere, riempire posti sempre più grossi. Va benissimo, ma è un mondo un po’ antico.”

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E aggiunge: “Adesso il mercato della musica italiana è molto forte, soprattutto nel live. È un anno in cui fai fatica a riempire i concerti con gli artisti internazionali e con gli italiani fai dei numeri strepitosi, ma è anche un mondo nel quale si è riscoperto un tipo di scrittura molto classica. Se, quando c’era l’indie di cui parlavamo prima, appena facevi qualcosa di inclusivo e che parlava alle persone eri considerato un pappamolle che si vendeva al sistema adesso la corsa è a fare la classica canzone pop a tutti i costi e quindi penso che il futuro ciclo sarà di nuovo trovare qualcosa di un po’ più particolare”.

Fonte: Ufficio Stampa

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Infine difende a spada tratta il diritto dell’artista a usare la sua piattaforma per esprimere le sue idee sul mondo e sulla società, come ha fatto lui stesso sul palco del Premio Tenco con la sua frecciatina rivolta a Matteo Salvini: “Credo che sia importante per i cantanti prendere posizione sul palco, come quelli americani e inglesi. Devi dare la possibilità alle persone di appassionarsi all’individuo che sei, all’artista che sei e lo fai anche prendendo posizione nei confronti del mondo attorno. Odio le cose pretestuose quindi non ha senso mettersi due minuti su questo palco e sfruttare un altro minuto al microfono per dire chi devi o non devi votare, mi sembra la cosa più stupida del mondo, però pensare che quando hai una carriera davanti tu possa dire cosa ne pensi della società lo trovo giusto.”

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