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Parla anche la mamma del bambino, Sabrina Paravicini

Protagonisti della puntata di Vieni da me del 19 novembre sono Nino, sua madre Sabrina Paravicini e Roberto Saviano. Chi in studio, chi no. Sabrina Paravicini, fisicamente di fronte alla presentatrice Caterina Balivo, è un’attrice conosciuta al grande pubblico per la sua partecipazione alla fiction Un medico in famiglia e a film di registi come Mario Monicelli, Leonardo Pieraccioni, Carlo Vanzina e Maurizio Nichetti. Ma in studio, qui, è solo una mamma. La Paravicini ha infatti raccontato l’esperienza con il figlio Nino, protagonista di Be Kind, al quale all’età di due anni è stata diagnosticata la sindrome di Asperger. 

Nel docu-film, Nino intervista vip e gente comune sul tema della diversità. Tra i tanti interlocutori lo scrittore Roberto Saviano, che ha mandato al programma un videomessaggio indirizzato proprio al ragazzo: “Ciao Nino, sono felice di essere stato parte di questo tuo film, sono felice di aver ascoltato la tua grazia, di aver ricevuto il tuo sguardo sulle cose. Ti auguro di poter arrivare a stancarti la sera tardi per le mani che hai stretto delle persone che hai ascoltato e augurarti anche un’altra cosa: che arrivino ad invidiarti, perché quando arrivi a quello significa che hai superato i loro confini. L’invidia non è altro che una stima immensa di chi ha sbagliato strada. Ti abbraccio amico mio, ciao a tutti”.

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Be Kind è un film autoprodotto, quasi familiare, nato dal desiderio di Sabrina Paravicini di fare un regalo al proprio figlio. Racconta il “viaggio da piccolo regista di una persona diversa all’interno della diversità”, come riporta il sito nato per raccontare il progetto. La diversità è qui intesa non come differenza, ma come ricchezza. L’idea del film nasce da una domanda di sua madre: “Ti andrebbe di raccontarti?”. Il viaggio che mamma e figlio compiono è fisico ma soprattutto emotivo, ogni tappa rappresenta un incontro con persone che raccontano le esperienze attraverso la condivisione delle loro storie. 

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“Essere diversi è come un elefante con la proboscide corta: una rarità” afferma Nino, ora dodicenne. Quando aveva appena scoperto la sua malattia, il suo isolamento interiore minacciava ogni giorno di più l’interazione con gli altri. Oggi, Nino è il protagonista, il fulcro di un film che riguarda non solo coloro con cui condivide la sua “diversità”, ma tutti quelli che sono considerati diversi dagli altri. Oltre a Saviano, infatti, nel film compaiono anche Fortunato Cerlino e Samantha Cristoforetti, e molte altre persone “diverse”: chi perché emarginato, chi perché parte di una minoranza, chi per l’orientamento sessuale, l’etnia o la cultura.

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