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Il cantante rap confessa così le sue paranoie

Si intitola Paranoia Airlines il nuovo disco di Fedez che in un’intervista confessa tutte le paranoie che lo assalgono da sempre. Spera di imparare a liberarsi un po’ del suo senso di insoddisfazione perenne e a raggiungere la vera ricchezza, cioè godersi quel che ha, senza pensare a quello che ancora non ha raggiunto,  tirare giù le barriere che a volte innalza per non mostrarsi ancora più debole, fragile, ma che soffocano ciò che è. 

Racconta di essere assalito dall’ansia di sparire all’improvviso, di non essere all’altezza, timore di impazzire per qualsiasi motivo e, da ipocondriaco, di qualsiasi malattia, con tanto di sintomi che vengono fuori davvero. Ha il panico del vuoto, di volare, e soprattutto di morire. Ha sofferto per molto tempo di attacchi di panico e di tachicardia, che nei momenti ‘no’ si fanno ancora sentire; li ha curati da dentro, senza l’uso di psicofarmaci, imparando piano piano ad autocontrollarsi. “Ad un certo punto la parte oscura di te diventa preponderante, ed è consigliabile andare da un bravo psicologo/psichiatra. Ne ho cambiati diversi. Questo è uno nuovo, vediamo” ha dichiarato.

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Spiega Fedez in un’intervista a Vanity Fair, che uscirà nel numero in edicola da mercoledì 23 gennaio, che la persona che lo salva è la moglie Chiara Ferragni, mamma di Leone e magari, tra un po’, di un altro bambino, di cui hanno già parlato. Chiara, dice il rapper nell’intervista, “vive ogni giorno con me. E, di conseguenza, con i miei conflitti interiori. Di Chiara ho bisogno per andare avanti. Lei sa godersi ogni momento e spero che, per osmosi, riesca a insegnarmelo. (…) Si pensa che se vivi in un contesto elitario tutto sia perfetto, nulla di cui lamentarsi. Non è così.” Assieme a sua madre, è una delle due sole persone di cui si fidi. “I lividi fanno quello che sei. I miei vengono da una mancanza di fiducia: mi apro con pochi, non credo nelle persone, mi governa un pregiudizio che alza muri. Manco di empatia, fatico a costruire rapporti solidi”.

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Quello con J-Ax, ad esempio, si è dissolto dopo l’ultima notte insieme a San Siro. Non per soldi, giura lui, senza aggiungere altro perché c’è un accordo di riservatezza. “Lo stadio pieno arrivava già dopo un mio momento di debolezza. Lontano, a Los Angeles, distratto da qualcosa di sconvolgente come la nascita di un figlio: è capitato anche che persone amiche lo abbiano sfruttato a loro favore. Ma ho colpa anche io per questo: vivo con la guerra in testa e chi mi sta vicino entra in quella guerra e dopo un po’ la deve riprodurre. Spesso lo fa scegliendo di armarsi contro chi quella guerra gliel’ha mossa dentro”. Infatti il regalo in cui spera, per i trent’anni che compie nel 2019, è “la fine della guerra in testa”. E poi più tempo da dedicare a moglie e figlio, anche se l’addio a X-Factor non pare definitivo: “Devo ancora pensarci bene. Mi manca già, ma vorrei sparire per un po’. Dedicarmi alla famiglia”.

Foto: Ufficio Stampa

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