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La veterana del festival riflette sull’edizione appena conclusasi

Arisa, al secolo Rosalba Pippa, è salita alle luci della ribalta nel 2009 partecipando al Festival di Sanremo nella sezione Nuove Proposte con Sincerità. Dall’esordio sono passati dieci anni, e Arisa ha partecipato alla kermesse musicale italiana più importante altre quattro volte, l’ultima delle quali si è appena conclusa. La cantante infatti è reduce dalla sessantanovesima edizione del festival, durante la quale ha gareggiato e si è esibita con il suo inno principesco alla vita: Mi sento bene.

Nonostante l’ottavo posto in classifica e non pochi problemi alla voce causati da una brutta influenza, la cantante di Sincerità e La notte è felice e riconoscente di questa ennesima esperienza sanremese: “L’ultima sera avevo 39 di febbre, ma nessuno mi ha chiesto se volevo rimanere a letto perché avrei risposto di sì…ma il dovere è il dovere. Sono molto grata di come il pubblico abbia accettato questa cosa e rimango sempre sconcertata dall’amore che mi accorgo di avere intorno”.

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Ovviamente anche lei è stata coinvolta nelle polemiche che hanno travolto la sessantanovesima edizione di Sanremo proprio mentre finiva. La vittoria a sorpresa di Mahmood, cantautore sardo-egiziano che con la sua Soldi ha conquistato l’Ariston, che ha trionfato in due votazioni su tre, quelle della sala stampa e della giuria d’onore, mentre Ultimo, il più votato dal pubblico a casa, è finito secondo, ha fatto riflettere e discutere molto sulle modalità di proclamazione del vincitore. 

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Arisa non ha dubbi e rivela a Verissimo, ai microfoni di Silvia Toffanin, le sue riflessioni: “Credo sia stata una vittoria giusta. Ho parlato con Mahmood e ho trovato la sua canzone vera, nuova e che rispecchia quello che succede nel mondo in questo momento. Sono molto felice che abbia vinto e gli auguro anche di trionfare all’Eurovision” e sul meccanismo delle votazioni: “Penso che la votazione si deve dividere in tre parti, così come è già adesso. È perfetta così. Bisogna dare spazio a tutte le componenti e penso che in questo Festival ci sia stata democrazia, più di quanto si pensi”.

P.L.

Foto: Ufficio Stampa

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