Foto: Marco Provvisionato/D'Avanzo / IPA

“La parola che non ho mai detto in vita mia…”

Carlo Conti, conduttore televisivo e radiofonico, fa il suo ritorno in tv,  il 22 marzo con La Corrida e il 29 con i David di Donatello. A questo proposito ha rilasciato un’intervista al settimanale “Oggi” proprio alla vigilia del suo ritorno come conduttore. L’intervista più che parlare della sua ricomparsa in televisione, racconta della sua vita privata, di quali sono ora le sue priorità e di suo figlio, che a suo dire gli ha rivoluzionato la vita. 

Durante l’intervista, il conduttore della Rai, Carlo Conti, parla a cuore aperto affermando: “Fino a sette-otto anni fa, nella mia classifica c’ero io, poi veniva il lavoro, poi il resto. Ora, in cima a tutto c’è mio figlio, seguito dalla mia famiglia, poi arrivo io e solo dopo il lavoro. Non rimpiango di averlo avuto tardi: a 30-40 anni ero molto preso da me, non avrei saputo fare il padre come lo sto facendo”. 

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Foto: Youtube

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Il figlio di Carlo Conti è arrivato quando il conduttore era ormai maturo, avuto dalla moglie Francesca Vaccaro cinque anni fa. Carlo Conti, poi, si abbandona a una confessione molto intima: “La parola che non ho mai detto in vita mia, babbo, perché il mio è mancato quando avevo 18 mesi, ora è quella che sento dire di più: Matteo mi chiama settemila volte al giorno. Sto recuperando il rapporto con quella parola che durante l’infanzia mi è mancata”

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Infine, Carlo Conti si è espresso sulle ultime polemiche che hanno riguardato i rapporti tra la televisione e la politica. “Faccio il giullare, il varietà, quindi anche se cambiano i governi e ci sono polemiche, dal mio punto di vista non cambia nulla. Qualunque sia il governo, l’intrattenimento rimane intrattenimento”. Ma anche lui ha le sue idee su certe polemiche: “È tutto il sistema a essersi incattivito, il nostro modo di vivere, i social. Dovremmo tutti tornare un po’ bambini, imparare da loro a non prendere tutto così sul serio. Abbiamo perso la capacità di ascoltare, siamo sempre tutti contro tutti, sempre schierati”.

 

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