Colin Farrell ed il suo personaggio senza un arto

Colin Farrell è un attore estremamente versatile ed è considerato un sex symbol a Hollywood. In occasione della presentazione di Dumbo, a Londra ha rilasciato un intervista. Il film lo vede protagonista nei panni di Holt Ferrier, un artista circense che deve rinunciare al suo numero – le acrobazie a cavallo – quando al ritorno della guerra si presenta senza un braccio. Nella nuova versione di Tim Burton il piccolo elefantino è, come nella versione del 1941, sbeffeggiato per le sue orecchie sproporzionate, che poi si rivelano invece qualcosa di molto importante che lo rendono speciale.

E’ la sua prima volta con Tim Burton: come è stata? “Ci vorrebbe della musica romantica, è stato splendido. Tim Burton è incredibilmente generoso e ovviamente creativo, il mondo che ha creato e la storia era pura magia. Vedere ogni giorno cosa aveva organizzato e gli artisti che aveva portato da ogni parte del mondo, contorsionisti dalla Mongolia maghi dal Sudamerica, è stato incredibile essere parte di questa esperienza collettiva, che sembrava, e lo dico con amore, una moderna famiglia disfunzionale, è stata una gioia lavorare con lui sono fan dei suoi film da oltre 30 anni, da Pee-wee’s Big Adventure.

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Foto: Laurent Koffel / PRPhotos.com

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Qual è il ricordo più bello di questa esperienza? “La sensazione più potente è stata quando ho visto il set di Dreamland la prima volta. L’ho visto quando non c’era ancora nessuno, era deserto ed era già spettacolare. Sono andato la mattina presto prima del make-up e di tutto il resto, ed era stupendo c’era questa lunga passeggiata di legno e una grande tenda alla fine, due grandi cancelli con la scritta Dreamland e questo era già impressionante. Dopo essermi preparato sono tornato per girare e come sono entrato il set ha preso vita all’improvviso, 500 persone gli ottoni che suonavano, 20 cavalli, 12 auto., un’emozione che mi ha travolto”.

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Dumbo insegna come i nostri punti deboli possano essere la nostra forza e renderci speciali, c’è qualcosa che arebbe voluto cambiare di se stesso? “Una marea! Quando ero piccolo non vedevo bene da un occhio, anche oggi con quest’occhio vedo sfuocato. Ho dovuto indossare un cerotto per sforzare il mio occhio pigro e non era il massimo a 5 anni”. Il suo personaggio è senza un arto, è stato difficile cavalcare fingendosi senza un braccio? “Ho imparato ad andare a cavallo 15 anni fa con i cowboy del Texas e della California e loro cavalcavano con una sola mano perché con l’altra lanciano il lazo, i cavalli sono ben addestrati e non serve tirare con forza”. Alla domanda crede nei miracoli? Risponde: “So che è scientificamente provato fino ad un certo punto, ma la vita è un miracolo. Se guardiamo alla probabilità, non voglio entrare nel campo della biologia, ma credo che la vita sia un miracolo, può essere crudele o glorioso ma c’è molta meraviglia che possiamo vivere”.

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