Foto: Ufficio Stampa
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L’attore impegnato in una intensa prova ne Il Campione

Giovanissimo, pieno di talento, indisciplinato, ricchissimo e viziato. Christian Ferro è Il Campione (regia Leonardo D’Agostini, dal 18 aprile nei cinema), una rockstar del calcio tutta genio e sregolatezza, il nuovo idolo che ha addosso gli occhi dei tifosi di mezzo mondo.

Valerio (Stefano Accorsi), solitario e schivo, con problemi economici e un’ombra del passato che incombe sul presente, è il professore che viene assegnato al giovane goleador quando, dopo l’ennesima bravata, il presidente del club decide che è arrivato il momento di impartirgli un po’ di disciplina, attraverso una tappa fondamentale per un ragazzo della sua età: l’esame di maturità.

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I due, che non potrebbero essere più diversi l’uno dall’altro, si troveranno legati a doppio filo, generando un legame che farà crescere e cambiare entrambi. Il Campione, che vede Accorsi impegnato in un’intensa prova d’attore, è un racconto di formazione che alterna registri comici a registri emotivi.

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Centrale è l’incontro fra due mondi opposti. Quello di Christian Ferro, un ragazzo di appena vent’anni, vergognosamente ricco, arrogante e privo di punti di riferimento – ma generoso e bisognoso d’amore, anche se non lo sa. E quello del suo professore che deve aiutarlo – se non costringerlo – a prendere il diploma, Valerio Fioretti, un quarantacinquenne colto con un passato ricco di promesse, che ora – a causa della sua incapacità a vivere e agire – è in gravi difficoltà economiche, profondamente deluso dalla vita, rifugiato in un esilio volontario dal mondo.

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