Foto: Giada Giordano
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Due serata condotte da Filippo Timi tra il Festival e gli anni 80′

Due prime serate su Rai3 – giovedì 13 e 20 febbraio prodotte da Rai3 in collaborazione con Ballandi – e un disco – prodotto dalla Sugar – che reinterpreta i più grandi successi di Fred Buscaglione: questi i due inediti progetti dal nome Skianto realizzati da Filippo Timi, artista eclettico tra i più amati del panorama nazionale. SKIANTO su Rai3 è in realtà un grande omaggio alla televisione, un’operazione inedita che rilegge, con un linguaggio del tutto originale, due pietre miliari della storia della tv italiana: il Festival di Sanremo e i grandi show del sabato sera degli anni 80.

Il 13 febbraio la prima serata è per SKIANTO SANREMO ’67. In uno studio che ricostruisce quel Festival fatidico, si parte per un viaggio emozionale. A fare da guida Pippo Baudo, una sorta di Virgilio che accompagna Filippo nel magico mondo del Festival, tra ricordi inediti e consigli. Non ci si attiene alla concatenazione dei fatti, ma alla fantasia di Timi che trascina lo spettatore in un mondo meraviglioso. Ecco allora che le canzoni, elaborate dal talento di Raphael Gualazzi – qui direttore musicale ed esecutore insieme con la sua band – vivono di nuova vita, passando da “Vita Spericolata” a “Non ho l’età” in un battito di ciglia.

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Con Skianto Fantastico Show – in onda in prima serata giovedì 20 febbraio su Rai3 -, lo scenario cambia notevolmente. Siamo negli anni 80, gli anni dei grandi show del sabato sera, dei balletti, dei costumi glitterati, dei colori forti. Ma al punto di vista di Timi si affianca quello di sua cugina Daniella che ci aiuta a dare voce a tutto quello che ci circonda, aprire nuove dimensioni. I punti di vista si moltiplicano e l’impossibile diventa possibile.  Tutto prende vita e, attraverso Timi e i suoi ospiti, scopriamo i pensieri e le emozioni delle Piccole Cose. Ad interpretarle, oltre ad un gruppo di giovani attori, Paolo Calabresi e la splendida Lucia Mascino.

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Foto: Giada Giordano

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Un mondo che merita una voce: “La voce di chi non ha voce”. Uno show articolato e assolutamente originale che alterna musica e balletti a monologhi, sketch, un caleidoscopio coloratissimo di personaggi e riflessioni sorprendenti che omaggiano e dissacrano insieme l’immaginario collettivo legato al mondo della tv. Due serate che sono innanzitutto due grandi show, una sorta di compendio fantastico del mondo di Filippo Timi ma anche in un certo senso della storia della televisione ricostruita tramite voci nuove e inaspettate, seguendo un filo emozionale.

Foto: Giada Giordano

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